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Luppolo, l’oro verde!

  • Ottobre 18, 2021
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Il trend positivo del 2020 si conferma anche per il 2021, in Italia si continua a piantare luppolo!
Crescono costantemente le aziende che hanno deciso di investire nella filiera del luppolo, a volte specializzandosi, a volte per aumentare la diversificazione aziendale.

La consapevolezza che un prodotto locale, regionale, e comunque italiano, possa fare la differenza, sembra prender piede anche tra i birrai più diffidenti, a tal punto che sono sempre più i birrifici che si trasformano in agribirrifici, o che affidano la produzione di parte del loro fabbisogno aziendale a coltivatori esperti.
Crescono anche le competenze nell’ambito della trasformazione del fiore, aumentando così la stabilità del prodotto nel tempo.
 
Se all’inizio della nostra avventura pensavamo che fossero poche le zone idonee alla coltivazione, negli ultimi due anni, abbiamo registrato risultati confortanti anche in regioni d’Italia che sulla carta sembravano meno vocate.
Diverse località ad esempio in Sicilia, Sardegna, Puglia, Calabria, dove la disponibilità idrica e i terreni sono buoni, la crescita è stata vigorosa e grazie alla ventilazione, si sono registrati pochi o nessun attacco di parassiti.
 
Le varietà vigorose e resistenti sono decine, e soddisfano abbondantemente i profili aromatici necessari a fini brassicoli. Cascade è sempre al primo posto come adattabilità, seguono Chinook, Comet, Brewer’s Gold, Crystal, Cashmere, Alpharoma, Sorachi Ace, Tahoma, Newport, e molte altre.
La varietà piùresistente ai parassiti è Teamaker, interessante per avere contenuti di Acidi Amari quasi inesistenti, che la rende speciale per il settore officinale.